Across Chinese Cities – China House Vision

 

Evento collaterale della Biennale, fino al 23 settembre presso l’Università IUAV di Venezia

 

VENEZIA. Un progetto di ricerca come ponte di scambio culturale e professionale fra l’Italia e l’Asia che possa funzionare nelle due direzioni e che sia da base per sempre nuove operazioni. Questo in sintesi il programma che anima i due curatori di «Across Chinese Cities», Beatrice Lanza e Michele Brunello, nel proporre in laguna quest’anno, dopo l’esordio del 2014, China House Vision, piattaforma che ha visto la sua prima mostra a Tokyo nel 2013, grazie a Kenya Hara e Tsadao Tsuchiya e che ieri si è aperta con un riuscito allestimento negli spazi di Ca’ Tron, sede sul Canal Grande di IUAV.

A piano terra la città ospite di Chengdu ci accoglie col «Kitchen Project» interpretato da Kengo Kuma (the floating kitchen, una costruzione di contenitori che sfidano l’equilibrio aspirando a galleggiare nelllo spazio) e da MVRDV (the infinity kitchen, che ci destabilizza con un bancone infinito in plexiglass). Au Yeung Ying Chai ci rassicura con un video sulla home kitchen. Al piano nobile dodici progettisti presentano le proprie variazioni sul tema casa, spaziando da ambienti rurali ad unità ibride, da spazi dematerializzati a visioni spirituali, arrivando, come ha fatto Liang Jingyu nel suo Back Home, a proporre un ritorno alla vita frugale degli avi per poter guardare ad un futuro sostenibile, tema fondante anche del Padiglione cinese ai Giardini del quale è curatore.

 

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