Allestimenti: è sempre una questione di “classe”

I nostri giudizi (e i parametri di valutazione) sulla mostra principale e le partecipazioni nazionali

 

Per i cultori della materia “allestimento” e per chi volesse cimentarvisi, la Biennale di architettura è una palestra di eccezione. Suggeriamo di gironzolare senza impegno -del resto questa è la Biennale di freespace, quindi liberi tutti e chi se ne importa dei contenuti, quand’anche ci fossero non preoccupatevi e non badatevi- e via ad osservare e valutare gli allestimenti, ma secondo una griglia di giudizio: siamo pur sempre professionisti. Ecco dunque i vostri parametri.

Colore. Valutare i colori dominanti e le loro gradazioni. Vi accorgerete che la prima impressione spesso deriva da questi.

Luce. Artificiale o naturale uccide od esalta i colori di cui sopra. E’ anche l’anima dell’architettura, permettendo la lettura dei volumi.

Atmosfera. L’insieme di luce e colore nello spazio produce una sensazione che possiamo chiamare atmosfera, la quale caratterizza il padiglione.

Spazio. Lo spazio raccoglie e connette tutte le caratteristiche di cui sopra. Deve essere identificabile, organizzato, disegnato: preferibilmente con sapienza e talento, ma non troppo.

Struttura. Permette allo spazio di reggersi e di accogliervi. Di fondamentale importanza. Può essere visibile od invisibile, ostentata od appena accennata. L’importante è che regga.

Emozione. E’ ciò che provate e che vi portate a casa dopo la visita. L’emozione deve essere meditata, profonda e complessa. Usare emoticon per il giudizio, reiterando per rafforzare se del caso 🙁🙂😐

Ora siete pronti per la visita. Vi consigliamo di prendere nota perché i padiglioni sono tanti e si può fare confusione.

 

Questi invece sono i nostri risultati: non per influenzarvi, bensì per indirizzarvi!

 

GIARDINI

_Padiglione centrale: sindrome dell’appartamento anarchico. In ogni stanza ognuno fa ciò che gli pare, soprattutto in salotto 😐
_Austria: riflessioni su punti di vista al contrario. Attenti agli specchi! 🙂
_Australia: se si lascia fare alla natura non si sbaglia, ovvero quando la natura diventa triste 😐
_Canada: gli anni 50’ ritornano impetuosi e belli. Fatevi disegnare il padiglione da uno studio protagonista della grande architettura milanese del dopoguerra! 🙂🙂
_Corea: allestimento enciclopedico con pendoli di Focault. Attenti a non esagerare con la cultura 🙁
_Gran Bretagna: finalmente un padiglione vuoto non rovinato dall’allestimento! Bastano poi qualche centinaia di migliaia di euro per costruire un’impalcatura e andare sul tetto ad ammirare il panorama di Venezia 🙂🙂 [Menzione speciale della giuria]
_Germania: si va a sbattere contro il muro, ma con grande ordine e rigore militare. Reiterazione del Mauer 🙂
_Paesi Nordici: tornate indietro di 40 anni e fatevi disegnare il padiglione da Sverre Fehn, poi tutti in una bolla di plastica! 🙂🙂
_Uruguay: ce la si può sempre cavare con una video istallazione 😐
_UnesCo (Repubblica Ceca): issate bandiera bianca, si proteggono i siti ma non le persone 🙂
_Stati Uniti: materiali da costruzione veramente ecologici ed accumulazione tecnologica 😐
_Svizzera: l’assoluto bianco in forma di abitazione per nani e giganti. S, M, L, XL, XXL: una casa per tutte le taglie! 🙂🙂 [Leone d’Oro della giuria]
_Israele: spazio come laboratorio. La fantasia dello scienziato e la precisione dell’artista 🙂
_Brasile: dal generale al particolare passando per la memoria del progetto da vedere col binocolo 🙂
_Egitto: après Duchamp, ovvero sotto sopra alla griglia. Assicuratevi che le cose siano appese bene 😐
_Serbia: “cittàbolario”… un po’ per celia un po’ per non morire, ma sempre sui piani! 😐
_Padiglione Venezia: curva contro curva, dal carattere alla digitalizzazione. Non si può mai stare tranquilli 😐
_Romania: giochi in cattività, non dovete avere paura del buio 🙁🙁🙁
_Francia: l’ossessione del collezionista/modellista accumulatore 😐
_Grecia: la Scuola di Atene o la poetica del gradone. Volare un poco più bassi? 😐
_Venezuela: il coraggio del tubo innocente. Brutalismo in un padiglione di Scarpa che ancora regge 🙁
_Ungheria: sempre più in alto! La scala colpisce ancora e si va sempre sul tetto 🙁
_Giappone: l’impero dei segni, magico e raffinatissimo. Ma quanto sono bravi. Sempre 🙂🙂
_Spagna: ipergrafismo da horror vacui, il gioco diventa poesia e i semi diventano giardini. Ben riuscito. 🙂🙂
_Belgio: up and down nel bianco dipinto di blu! Ossessione da parlamento europeo. Sforzarsi un poco di più? 🙁
_Olanda: in and out. Per chi non sapesse che il colore dell’Olanda è l’arancione. Ossessione archivistica da spogliatoio di palestra. Comunque non male 🙂
_Finlandia: se hai un padiglione disegnato da Alvar Alto cosa ti importa dell’allestimento? Comunque fatto bene 🙂🙂
_Polonia: il legno è un buon materiale ed i progetti galleggiano 😐
_Russia: modelli muscolosi e reminiscenze storiche. Però ci si dovrebbe anche divertire 🙁
_Danimarca. C’è sempre qualcuno che cade sulla tensostruttura, anche se la chiama in un altro modo 🙁🙁

 

ARSENALE

_Corderie: non dare mai niente per scontato. Se si entra alle corderie ci vogliono le corde all’ingresso e le mappe storiche del luogo proiettate alle pareti. Da qui in poi liberi tutti di esprimersi ed allestire in un protagonismo benevolo da fiera campionaria che non si lascia mai scappare occasione, come è nella natura di ogni architetto che si rispetti (?). In sintesi una strada pedonale dell’architettura con allestimenti comodi 😐
_Emirati Arabi Uniti: la poetica del tondino funziona sempre, e qui è anche elegante 🙂
_Argentina: wunderkammer tecnologica per un’esperienza natura/artificio 🙂🙂
_Messico: pietra come cemento e strutture metalliche all’ancienne. Asciutto e raffinato 🙂
_Canada: Super video installazione. Ma che noia 🙁
_Bahrein: potete essere confessionali, ma anche estremamente eleganti e colti nel citare l’allestimento appeso 🙂🙂
_Irlanda: attenti al vernacolare, mercato in agguato 🙁
_Cina: l’effetto deposito non paga 🙁
_Arabia Saudita: tondo e traslucido, effetti forti, forse troppo 🙁
_Libano: mappa proiettata su modello vergine. Semplice, ma di effetto 🙂
_Albania: porte e foto appese. Bussare prima di entrare 🙁
_Tailandia: un salotto per rilassarsi. Finalmente un poco di relax, ma questa non è una sala d’attesa 🙁
_Croazia: alberi di metallo e cinguettio di uccelli con cambio di luce 🙁
_Italia: bene solo se avete un tavolo arcipelago da duecentocinquanta metri quadrati. Grandi tavoli per grandi progetti il tutto aromatizzato cedro come nella grande tradizione della falegnameria italiana 🙂
_Padiglione delle arti applicate: ci vuole un’architettura da salvare, ma soprattutto un frammento al vero di Robin Hood Gardens venuto direttamente da London City 🙂
_Kosovo: giochi di specchi, geometrie e di trasmissione tramite parabola 😐
_Cile: una pietra che simboleggia un edificio che rappresenta l’immagine di una città e di una nazione. Storia e coscienza in uno stadio di cemento pesante ed efficace 🙂🙂
_Indonesia: prendete dei teli di carta ed adagiateli nello spazio. Con molto talento e grande sapienza potete realizzare il più bel padiglione dell’Esposizione 🙂🙂🙂
_Filippine: isola tecnologica che non c’è 🙁🙁
_Lussemburgo: rendere fisiche le percentuali osservati dai modelli. Trionfo del medium density 😐
_Macedonia: compensato. Monomaterico, ma non convincente 🙁
_Perù: la poetica del nodo che, come si sa, viene sempre al pettine e serve a disegnare un bell’allestimento 🙂🙂
_Singapore: poetica molecolare rigorosamente appesa nel cielo 😐
_Slovenia: giochi d’acqua non riusciti, ma due bei disegni di Jože Plečnik. Bastavano quelli 🙁
_Turchia: i panni si lavano in casa e, soprattutto, si appendono con grazia per videoproiettare. Notevole 🙂🙂
_Greenland: non padiglione con assoluto bianco e la forza del vento attraverso lo spazio sottolineata dalla luce. Da contemplare 🙂🙂

 

FUORI QUOTA

_Vaticano: effetto Minitalia in luogo incantevole ove sarebbe bastato fare molto meno. Attenzione all’eccesso di talento allestitivo/architettonico. Ma si può scrivere anche così: quando il sito la natura la luce fanno il 90% dell’allestimento, le piccole architetture diventano allora puntualizzazioni di un “luogo” più grande e religioso 🙁🙂😐

 

Ringraziamo tutti i padiglioni per la preziosa, quanto inconsapevole, partecipazione alla nostra survey: sì, sappiamo l’inglese e questa è pur sempre una mostra internazionale. Chiediamo scusa se i giudizi non saranno piaciuti a tutti e, comunque, li rassicuriamo. Se non siete soddisfatti del lavoro svolto e del voto ricevuto, abbiamo una grande notizia per voi. Fra due anni ci sarà un’altra Biennale: POTRETE RITENTARE!

 

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