Messico

“Echoes of a Land”

 

Uno spazio molto ordinato presenta una teoria di strutture metalliche -realizzate in assonanza con quelle originali dell’edificio- che portano straordinari pannelli/modelli in pietra. Queste ampie pareti offrono lo spazio per lo scorrere della narrazione, fatta di contrasti e vulnerabilità permanenti che caratterizzano il territorio del paese.

Vengono presentati la geografia del Messico e lo spazio dell’architettura, visto come dimensione immaginaria dello spazio fisico. “Echoes of a Land”, grazie all’uso della pietra e dei murales, mostra un paese che si impegna a trovare soluzioni per i problemi di povertà e di educazione, ma che è parimenti impegnato nella ricerca di un’architettura di qualità.

Una call aperta ha selezionato 21 progetti sul tema che qui vengono presentati. La descrizione del territorio -fondamentale il riferimento alle visualizzazioni geografiche di Alexander von Humboldt– sottolinea come i doni della natura, piccoli e quasi impercettibili, entrino come materia dell’architettura e dello spazio abitato. Seguendo il pensiero della curatrice, Gabriela Etchegaray, i portali che costruiscono l’esposizione “sono l’eco di un territorio che rivela sequenze composte di un dialogo tra parti in cui i fenomeni naturali, formazioni geografiche ed infrastrutture sono tutte unite in un unico ininterrotto dialogo”.

 

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