Carla Juaçaba: brasiliana tutta grinta

La giovane architetta ripercorre la sua attività professionale attraverso le sue opere

 

Introdotta dal vero deus ex machina di questa manifestazione, lo storico Francesco Dal Co, si ripresenta a Cersaie, dopo l’esordio nel 2013, l’architetta brasiliana Carla Juaçaba.

Nota per essere l’autrice del “Pavilion Humanidade” a Rio de Janeiro (sua città natale), realizzato in occasione della conferenza internazionale Rio+20, la poco più che quarantenne Juaçaba svolge nella presentazione un percorso a balzi nella sua carriera professionale. Con uno studio aperto nel 2000, la prima opera che illustra è la più recente (evidentemente anche una delle più soddisfacenti): la sua interpretazione alla Biennale architettura 2018 del tema della cappella, presso lo spazio dell’isola di San Giorgio Maggiore dedicato alle “Vatican Chapels”. Non si tratta in realtà di un edificio nel senso comune del termine, quanto piuttosto di un’installazione, benché come l’autrice tenga a sottolineare, con sottinteso un programma da spazio architettonico vero e proprio. È un progetto che, per quanto di dimensioni ridotte, ha presentato le sue sfide; risolte brillantemente, gliene va dato atto, dall’architetto e dagli esecutori dell’opera. Per chi non l’avesse vista, si tratta di una doppia stilizzazione del simbolo della croce cristiana: una si trova proiettata al suolo e un’altra, unita alla precedente, si erge nel verde degli spazi dell’isola veneziana, mimetizzandosi in realtà grazie alla sua superficie riflettente. L’opera permette ai visitatori di sedersi e di contemplare l’intorno e sembra abbia avuto un grande consenso di pubblico.

Sempre nello stesso contesto della Biennale in corso, anche un altro progetto realizzato: dei prototipi di seduta in cemento nell’installazione “Ballast” curata da Grafton Architects. Questa sfida, secondo Juaçaba non è invece stata pienamente vinta; il progetto era molto differente dalla realizzazione finale. A scorrere poi gli altri progetti realizzati o rimasti sulla carta: dalle case unifamiliari costruite sempre in luoghi ameni (ma facendo economia di mezzi), alle esposizioni, fino al citato padiglione del 2012.

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