Corea del Sud: “The FAR Game: Constraints Sparking Creativity”

Corea del Sud: “The FAR Game: Constraints Sparking Creativity”

 

VENEZIA. Scelta coraggiosa ed avvincente: il padiglione pone l’attenzione sul ruolo di un architetto quasi prestigiatore, che spinge all’estremo le potenzialità delle norme edilizie a favore di un’occupazione di spazio massima. Un gioco spietato tra la superficie edificabile su di un lotto (Floor Area Ratio=FAR) e quant’altro è possibile edificare al di fuori di tale conteggio. Il tutto in una Seoul con un’altissima densità, dove il costo del terreno influisce sino al 70% sui costi totali della costruzione di un edificio di quattro piani. Con la spinta alla verticalità degli anni settanta, oggi la sfida si crea sulle aree meno dense che possono crescere attraverso singoli interventi, anche su quanto esistente.

Il padiglione è suddiviso in cinque parti: le regole che definiscono le aree edificabili e non, con gli attori coinvolti; i 36 progetti in cui gli architetti propongono soluzioni creative per aumentare legalmente tali aree; il background socio-economico che pone Seoul tra le città più dense al mondo, superata solo da Mumbai, Faisalabad e Dhaka; la rappresentazione del paesaggio urbano contemporaneo visto da alcuni artisti coreani; per giungere a “Why Does the FAR Game Matter?”, dove si definiscono possibili futuri utilizzi delle aree in espansione sugli edifici esistenti.

Tra i 36 progetti analizzati ecco alcuni stratagemmi utilizzati dagli architetti: creare ad hoc ampi spazi vuoti ai vari piani degli edifici, in attesa di una norma che permetta di completarli con nuovi appartamenti. E ancora: la creazione di una seconda pelle costruita, che racchiuda uno spazio interstiziale tra l’edificio e lo spazio aperto utilizzabile per balconi o terrazze che divengono però spazi interni. Oppure: stanze con un’altezza massima di 150 cm che non vengono conteggiati nella FAR. I plastici dei 36 progetti sono duplici: uno che risponde alla pura regola del rapporto tra area edificabile e lotto di terreno e l’altro con l’interpretazione data dal progettista.

Sung Hong Kim, curatore e docente di Architettura e urbanistica all’Università di Seoul, afferma che il termine FAR è molto conosciuto tra i proprietari di edifici, forse è il termine “architettonico” più conosciuto. Tocca le loro vite molto da vicino, determinando le possibilità di ampliamento dei loro edifici. Gli architetti coreani intervistati indicano l’importanza del ruolo dell’architetto mediatore tra esigenze diverse. I fruitori finali richiedono ora maggiore attenzione alla qualità degli spazi per innalzare la qualità della loro vita: si aprono nuove possibilità di gioco per funzioni condivise a valorizzazione della città.

 

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Commissario: Arts Council Korea Curatori/Espositori: Sung Hong KIM, Eungee CINN, Keehyun AHN, Seungbum KIM, Isak CHUNG, Daeun JEONG Sede: Giardini

Autore

  • Lorena Alessio

    Architetta laureata al Politecnico di Torino, dove consegue il dottorato di ricerca in Progettazione architettonica e dal 2012 è ricercatrice. Vive e lavora tra Torino e Tokyo, dove è stata visiting associate presso l'Università Hosei e visiting researcher presso l'Università di Tokyo. Nel 1999 ha fondato alessiostudio (poi denominato laa - lorenaalessioarchitetti), studio di progettazione architettonica e urbana, grafica ed eventi. Dal 2006 al 2011 ha fondato e presieduto la Casa delle Arti e dell’Architettura (CASARTARC) a Settimo Torinese