Iran: “Rewind <> Fastforward. City Matters, Community Matters more”

Iran: “Rewind <<Play>> Fastforward. City Matters, Community Matters more”

 

VENEZIA. La città conta, la comunità di più. Il messaggio del piccolo angolo dell’Iran all’Arsenale si fonda su tre storie che raccontano esempi di resistenza degli ambienti urbani. La città è sotto i piedi dei visitatori (una foto aerea), si arrampica sulla parete (sotto forma di modello) e pende dal soffitto. Ma non è una città totalizzante. Community matters more, e allora l’attenzione è su come la società (in due quartieri di Teheran ein un villaggio storico della provincia di Khorasan) si è ritrovata riunita verso un futuro possibile, ha partecipato alle scelte, ha costruito una dimensione alternativa, nel corso degli ultimi decenni.

Difficoltà ed esiti del progetto sono descritti, oltre che con pannelli, attraverso video che illustrano gli aspetti urbanistici ma anche gli elementi di dettaglio, emblemi di come il quartiere si è riappropriato di alcuni luoghi e li ha fatti rivivere. Emerge, pur in maniera solo accennata, in un’esposizione più che altro programmatica, un approccio critico (anche se non radicale) e in qualche senso ambiguo verso un tema che sempre più caratterizzerà le politiche urbane del Paese.

 

Commissario: Ministry of Road and Urban Development Hamed Mazaherian Espositore: Saba Engineering Events Association Sede: Arsenale

Autore

  • Michele Roda

    Nato nel 1978, vive e lavora a Como di cui apprezza la qualità del paesaggio, la tradizione del Moderno (anche quella svizzera, appena al di là di uno strano confine che resiste) e, soprattutto, la locale squadra di calcio (ma solo perché gioca le partite in uno stadio-capolavoro all’architettura novecentesca). Unisce l’attività professionale (dal 2005) come libero professionista e socio di una società di ingegneria (prevalentemente in Lombardia sui temi dell’housing sociale, dell’edilizia scolastica e della progettazione urbana) a un’intensa attività pubblicistica. È giornalista free-lance, racconta le tante implicazioni dei “fatti architettonici” su riviste e giornali di settore (su carta e on-line) e pubblica libri sui temi del progetto. Si tiene aggiornato svolgendo attività didattica e di ricerca al Politecnico di Milano (dove si è laureato in Architettura nel 2003), confrontandosi soprattutto con studenti internazionali. Così ha dovuto imparare (un po’) l’inglese, cosa che si rivela utilissima nei viaggi che fa, insieme anche alla figlia Matilde, alla ricerca delle mille dimensioni del nostro piccolo mondo globale