Natura e abitare al Salone del Mobile 2018

 

Tra Salone e Fuorisalone, Carlo Ratti Associati, Kengo Kuma e Giulio Ceppi ragionano sull’equilibrio fra uomo e habitat alla ricerca di soluzioni realmente applicabili

 

Alla 57° edizione del Salone del Mobile l’architettura parla la lingua dell’ecosostenibilità. Lo fa attraverso numerose esposizioni in città, nei diversi distretti che si interrogano sul rapporto fra la natura e l’abitare.

Perché se la Fiera è vetrina e occasione di business in cui le aziende rafforzano la loro presenza commerciale, il Fuorisalone diventa sempre più luogo diffuso del racconto della cultura del progetto, espressione della ricerca e di una visione estesa del design e, per questo, rappresenta un indicatore significativo della direzione che stiamo prendendo.

Un racconto, quello di quest’anno, che si incentra sul delicato equilibrio fra uomo e habitat, dando corpo all’esigenza di trovare soluzioni green realmente applicabili, in cui lo spazio domestico si riconcilia con la natura o, quantomeno, cerca di mettersi in ascolto dell’ambiente.

 

“Living Nature. La natura dell’abitare” (Carlo Ratti Associati)

Sulla possibile armonia fra natura e tecnologia è basato il progetto “Living Nature. La natura dell’abitare”, sviluppato dallo studio Carlo Ratti Associati su committenza del Salone stesso, una serra di 500 mq e 5 m di altezza ai piedi del Duomo, all’interno del quale si sviluppa un percorso che attraversa quattro microcosmi naturali e climatici, facendo coesistere le quattro stagioni dell’anno in un unico ambiente.

Il padiglione è coperto da una membrana in Crystal responsiva, dotata di sensori che reagiscono alla luce, consentendo un’attenta regolazione delle condizioni climatiche. Una serie di pannelli fotovoltaici organici, che imitano il processo di fotosintesi clorofilliana, forniscono l’energia necessaria per rinfrescare l’area invernale e, grazie a un sistema di scambio di calore, riscaldano la zona estiva.

I visitatori attraversano le stagioni una dopo l’altra. Percorrendo i quattro spazi e passando dall’inverno innevato all’estate torrida e verdeggiante, vivono un’esperienza in cui natura e tecnologia si fondono per dare vita a un ambiente, sia esso domestico o urbano, più a misura d’uomo, grazie a un utilizzo intelligente della tecnologia che sfrutta le risorse rinnovabili.

 

“Smart City: Materials, Technologies & People”

Anche zona Tortona si inserisce nel dibattito sul valore dell’abitare sostenibile e della ricerca. Sotto l’art direction di Giulio Ceppi e patrocinata dal Comune di Milano, l’esposizione “Smart City: Materials, Technologies & People” giunge alla seconda edizione e guadagna spazio, superando i 1.000 mq. Introdotta, non a caso, da Yona Friedman, uno dei più grandi architetti visionari dei nostri tempi, la mostra propone una nuova idea di città del futuro, in cui la connettività sia al servizio della collettività.

La diffusione di dispositivi sempre più personalizzati e di sensori che raccolgono informazioni in spazi pubblici e privati consentirà di interagire con l’ambiente circostante in maniera più consapevole, su fattori climatici, sociali ed energetici.

Un approccio che rivoluziona l’identità e l’interpretazione dei luoghi, che vede il tessuto urbano e l’edificio non più come opere finite ma come processi in divenire, sui quali le informazioni riguardo i flussi di persone e i dati sul consumo energetico intervengono attivamente.

Ma sono soprattutto i cittadini a dover fare diventare smart le città, a rendere il quotidiano digitalizzabile, per raggiungere una maggiore qualità della vita, per realizzare un futuro più sostenibile, sempre tenendo le persone al centro di esso.

 

“Breath/ng” (Kengo Kuma)

La riflessione sui temi ecologici porta Kengo Kuma alla realizzazione dell’installazione “Breath/ng”, un’imponente costruzione formata da pannelli in grado di assorbire e distruggere l’inquinamento.

L’opera, che si presenta come una spirale alta 6 m, è il punto d’incontro fra tradizione e innovazione, dal momento che combina l’esperienza architettonica con una piattaforma di costruzione 3D e la tecnica dell’origami.

Secondo il biologo di Harvard Edward O. Wilson, tutti noi siamo attratti spontaneamente dalla natura e “programmati” per stare meglio quando siamo immersi in essa. Ecco che trovare un compromesso, un equilibrio tra necessità umane ed ecosistema non è solo un modo di ridurre il cambiamento globale ma anche una via per ritrovare la qualità del vivere.

 

Immagine di copertina: Living Nature (Carlo Ratti Associati)

 

 

 

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