Base (© Michele Roda)

Zona Tortona: creativa sì, ma anche un po’ ripetitiva

Zona Tortona: creativa sì, ma anche un po’ ripetitiva

 

Il Fuorisalone 2018 visto da via Tortona sembra un rito già vissuto, ricco e affascinante ma troppo compiaciuto di esserlo

 

È forse anche colpa del primo vero caldo stagionale – che appesantisce ritmi e movimenti – se il Fuorisalone 2018 visto da via Tortona appare un rito già vissuto. Scordiamoci la sorpresa e l’improvvisazione. Nomi e numeri sono da grande Fiera-Fuori-Dalla-Fiera. Con tutto il corollario di code, design-stars (da Karim Rashid a Michelangelo Pistoletto passando per Kengo Kuma), corner nazionali (su tutti quello asiatico) e pellegrini.

“Tutto è design”, viene da pensare. Dalla piccola bancarella alla grande esposizione, il disegno d’arredo viene variamente propinato come il fattore per interpretare e trasformare il mondo. Fino a sfiorare punte quasi paradossali. Basta un’occhiata ai titoli delle rassegne per capire il livello di ambizione: Miele racconta con giochi di luce il suo “Creating New Dimensions”, Raumplan a Base si interroga su “Who’s making the city?” (sul delicato rapporto tra città e reti virtuali), il programma di Superstudio è finalizzato a rappresentare “Only the Best”. Sembra non esserci spazio per l’ordinario, si vuole urlare al mondo la propria unicità. Che per tanti versi è innegabile: gli 800 metri che separano Porta Genova dal MUDEC sono una straordinaria strada-corridoio su cui si affacciano forme ed esperimenti spaziali che legano gli edifici industriali di questa Milano ex-operaia con colori, suoni e tendenze del design contemporaneo.

I percorsi labirintici che si sviluppano tra dentro e fuori sono esperienze non banali dove si uniscono elementi molteplici in una ricetta ormai consolidata: il pezzo di prestigio come elemento di richiamo, una spruzzata di sostenibilità verde (piante, fiori, prati: dappertutto) e materiali di riciclo variamente assemblati come fil rouge.

Pienamente in linea è la bella esposizione di Containerwerk, che ad Opificio31 offre ai visitatori coloratissimi container trasformati e adattati come (belle) abitazioni. C’è poi, in questo Tortona 2018, una sorta di “elogio della piccola scala”. Quasi paradigmatico il programma “Mini Living – Built by All” che MINI ha affidato a Studiomama: studio di spazi piccoli e piccolissimi da abitare. E su questo filone non poteva mancare la cura del dettaglio giapponese con “Tutto scorre” di Nendo.

Tutto come da tradizione: fila di persone in attesa di entrare, atmosfera magica e sospesa (completamente nera), giochi di luce bianca a illuminare dettagli ed elementi. Oltre la strada, l’atmosfera di Base è decisamente più giocosa e chiassosa. Sedie, panchine, scale sono prese d’assalto da giovani e meno giovani, equipaggiati con le borse d’ordinanza e con i (sempre meno, a dire la verità) gadget. Perché sarà anche il Fuori Salone del già visto, ma a Tortona non puoi non andarci.

 

Autore

  • Michele Roda

    Nato nel 1978, vive e lavora a Como di cui apprezza la qualità del paesaggio, la tradizione del Moderno (anche quella svizzera, appena al di là di uno strano confine che resiste) e, soprattutto, la locale squadra di calcio (ma solo perché gioca le partite in uno stadio-capolavoro all’architettura novecentesca). Unisce l’attività professionale (dal 2005) come libero professionista e socio di una società di ingegneria (prevalentemente in Lombardia sui temi dell’housing sociale, dell’edilizia scolastica e della progettazione urbana) a un’intensa attività pubblicistica. È giornalista free-lance, racconta le tante implicazioni dei “fatti architettonici” su riviste e giornali di settore (su carta e on-line) e pubblica libri sui temi del progetto. Si tiene aggiornato svolgendo attività didattica e di ricerca al Politecnico di Milano (dove si è laureato in Architettura nel 2003), confrontandosi soprattutto con studenti internazionali. Così ha dovuto imparare (un po’) l’inglese, cosa che si rivela utilissima nei viaggi che fa, insieme anche alla figlia Matilde, alla ricerca delle mille dimensioni del nostro piccolo mondo globale