Zona Tortona: creativa sì, ma anche un po’ ripetitiva

 

Il Fuorisalone 2018 visto da via Tortona sembra un rito già vissuto, ricco e affascinante ma troppo compiaciuto di esserlo

 

È forse anche colpa del primo vero caldo stagionale – che appesantisce ritmi e movimenti – se il Fuorisalone 2018 visto da via Tortona appare un rito già vissuto. Scordiamoci la sorpresa e l’improvvisazione. Nomi e numeri sono da grande Fiera-Fuori-Dalla-Fiera. Con tutto il corollario di code, design-stars (da Karim Rashid a Michelangelo Pistoletto passando per Kengo Kuma), corner nazionali (su tutti quello asiatico) e pellegrini.

“Tutto è design”, viene da pensare. Dalla piccola bancarella alla grande esposizione, il disegno d’arredo viene variamente propinato come il fattore per interpretare e trasformare il mondo. Fino a sfiorare punte quasi paradossali. Basta un’occhiata ai titoli delle rassegne per capire il livello di ambizione: Miele racconta con giochi di luce il suo “Creating New Dimensions”, Raumplan a Base si interroga su “Who’s making the city?” (sul delicato rapporto tra città e reti virtuali), il programma di Superstudio è finalizzato a rappresentare “Only the Best”. Sembra non esserci spazio per l’ordinario, si vuole urlare al mondo la propria unicità. Che per tanti versi è innegabile: gli 800 metri che separano Porta Genova dal MUDEC sono una straordinaria strada-corridoio su cui si affacciano forme ed esperimenti spaziali che legano gli edifici industriali di questa Milano ex-operaia con colori, suoni e tendenze del design contemporaneo.

I percorsi labirintici che si sviluppano tra dentro e fuori sono esperienze non banali dove si uniscono elementi molteplici in una ricetta ormai consolidata: il pezzo di prestigio come elemento di richiamo, una spruzzata di sostenibilità verde (piante, fiori, prati: dappertutto) e materiali di riciclo variamente assemblati come fil rouge.

Pienamente in linea è la bella esposizione di Containerwerk, che ad Opificio31 offre ai visitatori coloratissimi container trasformati e adattati come (belle) abitazioni. C’è poi, in questo Tortona 2018, una sorta di “elogio della piccola scala”. Quasi paradigmatico il programma “Mini Living – Built by All” che MINI ha affidato a Studiomama: studio di spazi piccoli e piccolissimi da abitare. E su questo filone non poteva mancare la cura del dettaglio giapponese con “Tutto scorre” di Nendo.

Tutto come da tradizione: fila di persone in attesa di entrare, atmosfera magica e sospesa (completamente nera), giochi di luce bianca a illuminare dettagli ed elementi. Oltre la strada, l’atmosfera di Base è decisamente più giocosa e chiassosa. Sedie, panchine, scale sono prese d’assalto da giovani e meno giovani, equipaggiati con le borse d’ordinanza e con i (sempre meno, a dire la verità) gadget. Perché sarà anche il Fuori Salone del già visto, ma a Tortona non puoi non andarci.

 

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