Fuorisalone 2018: largo agli allestimenti!

 

Tra Ingo Maurer, Valli&Valli, Bulgari, Hay, Sonos e WeWork, spesso sono gli allestimenti a colpire prima degli oggetti esposti

 

Durante la settimana del Salone, ancora prima che dagli oggetti, spesso si rimane colpiti dagli allestimenti e dai luoghi scelti dalle aziende.

 

Le lampade di Ingo Maurer al Circolo Filologico di Milano

All’interno di un luogo come il Circolo Filologico di Milano, di grande fascino anche senza allestimenti, l’esplosione “Between Humor and Serious Creation” racconta il lavoro dell’originale Ingo Maurer. Le sue lampade belle e affascinanti, strappano sempre un sorriso, anche dopo aver camminato per ore da un evento all’altro del Fuorisalone. Accanto alle opere di Maurer anche i progetti di altri designer che pensano alla luce con la stessa “modalità ironico”. Come ad esempio Blow Me Up, le lampade gonfiabili di Theo Möller rivestite con strisce LED con cui è stato rivestito parte del soffitto della bellissima sala liberty del Filologico, dove la serialità delle lampade e la forma data alla superficie luminosa rendono lo spazio ancora più suggestivo.

 

La prima volta di Bulgari al Brera Design District

Forte e per nulla in dialogo con l’esistente il primo progetto di Bulgari per il Fuorisalone, “Reinventing (design) rules”. Una grande installazione di circa 1.000 mq, in un palazzo del Brera Design District, ma degli spazi utilizzati non è possibile riconoscere nulla, tutto è stato ricoperto e stravolto per ricreare uno spazio tridimensionale che sembra quasi quello di un videogioco, un labirinto, uno spazio che sfida le regole. I tre elementi chiave della creatività – materiali, modularità e colore – sono stati interpretati da tre personalità del mondo del design e dell’architettura: Ivan Navarro, MVRDV e Storage Associati e il labirinto è il filo rosso che collega le loro tre installazioni. La sua trama ipnotica, in bianco e nero, crea un’ambientazione surreale, in cui l’unica regola è quella di abbandonarsi completamente al percorso. L’allestimento dello studio MVRDV, per esempio, costruisce uno spazio a volta ricoperto completamente da un repertorio di materiali diversi che raccontano la storia produttiva di Bulgari. Una sequenza che si protende all’infinito attraverso le superfici specchianti che ingannano il visitatore.

 

Hay, Sonos e WeWork a Palazzo Clerici

Protagonista di uno dei palazzi più belli di Milano è brand Hay, insieme a Sonos e WeWork. Nella cornice di Palazzo Clerici, dimora del Settecento nascosta tra i vicoli a due passi dal Duomo, va sin scena l’ormai noto marchio danese fondato nel 2002, che continua a crescere sotto la guida degli art director Clara von Zweigbergk e Shane Schneck con i suoi arredi contemporanei, colorati e spesso ispirati a quelli della tradizione danese. Un’esposizione di 1.500 mq che racconta il design per la vita di tutti i giorni e l’ambiente lavorativo, con allestimenti sempre in dialogo con le impegnative sale decorate del palazzo celebrando così il passato che evolve verso il futuro.

 

Il labirinto di Valli&Valli a Palazzo Litta

Concludiamo il giro in Corso Magenta con il divertente allestimento “Open Future”. L’installazione è il percorso espositivo proposto da Valli&Valli, azienda italiana che produce maniglie, con la collaborazione con AANT, Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma per raccontare i suoi prodotti facendoli toccare con mano ai visitatori. Il percorso si snoda, come in un labirinto, attraverso diverse micro stanze a cui si accede attraverso una serie ravvicinata di porte dalle dimensioni differenti dotate ovviamente di maniglie Valli & Valli. Come in Alice nel paese delle meraviglie, si cammina attraverso un percorso stretto e spaesante in cui si passa da corridoi bianchi e poi improvvisamente neri dove l’unico riferimento è il bel soffitto decorato della sala di Palazzo Litta.

Immagine di copertina:  le lampade di Ingo Maurer (© Arianna Panarella)

 

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