Dal tessuto al 3D printing, la pietra si rinnova

 

L’innovazione dei processi in chiave sostenibile: breve panoramica sulle nuove tecnologie per gestire, processare e modellare i materiali lapidei di risulta

 

Nella lussureggiante cornice del giardino litico dell’Italian Stone Theatre, trova spazio una felice installazione del marmo che verrà. Un angolo dedicato all’innovazione: “The innovation of products through the innovative process“, sviluppato in collaborazione con l’Agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice). Un secondo luogo dove cercare ispirazioni (attraverso i risultati di sei startup), un interessante mix di tecniche, competenze e soluzioni che trovano nella pietra la materia da modellare o la risorsa da reinventare.

Partiamo dai nuovi prodotti e sistemi in edilizia per un’economia circolare. Catalyst Group, startup innovativa, produce mattoni e blocchi da costruzione riciclando i residui dello scavo di marmi o pietre, nonché la demolizione di edifici esistenti. Il processo risulta essere particolarmente interessante poiché consente di organizzare siti produttivi nei luoghi dello smaltimento, ovvero dove i detriti si generano e si accumulano.

Il progetto VEROMARMO (seguito dal nostro giornale anche grazie alle rubriche dedicate alla piattaforma WORTH) è una membrana brevettata contenente polvere di marmo. Fili Pari (la startup veronese che l’ha sviluppata) nasce dal desiderio di valorizzare le polveri di marmo e connetterle con il settore tessile, cercando di esplorarne alcune potenzialità come l’impermeabilità, la traspirabilità, la resistenza all’abrasione. La giacca Olivia in marmo nero ebano è probabilmente un chiaro segnale di evoluzione verso una nuova stagione del marmo, una seconda vita che lo vedrà da freddo, pesante e statico, reinventarsi in chiave morbida, leggera e indossabile.

Non potevano mancare, inoltre, riferimenti e casi studio legati al mondo del 3D Printing. Trip è un innovativo processo produttivo introdotto da InterMarmi per il riciclo degli scarti di lavorazione del marmo, dai quali verrà realizzato un nuovo materiale: Nibiru. Si tratta di una polvere di marmo riciclata la cui seconda vita potrebbe abitare nei filamenti per stampa 3D.

Desamanera, invece, ha sviluppato una tecnologia di stampa 3D per produrre opere ed oggetti di grandi dimensioni utilizzando i minerali. I suoi sistemi permettono la realizzazione di geometrie complesse, utilizzando scarti di lavorazioni minerali anche pregiati e leganti inorganici naturali che con contengono resine, materiali sintetici o cementi.

 

All’esterno dell’Italian Stone Theatre, invece, risulta più faticoso scovare come la tecnologia (al di fuori del mondo delle macchine) stia lentamente popolando il settore, o meglio, come soluzioni tecnologiche stiano sposando rivestimenti, prodotti e installazioni per assicurare la piena digitalizzazione delle architetture.

Se l’illuminazione integrata o la retroilluminazione hanno da diversi anni cavalcato la forza della traslucenza di alcuni materiali, ben diverse sono le sfide delle integrazioni hardware che rendono gli oggetti attivi e interconnessi. Interessante è il caso studio della panchina “Re-Charge” (sedersi per ricaricarsi, sedersi per ricaricare), un vero e proprio sistema di ricarica per telefoni basato su una tecnologia senza fili integrata all’interno dei braccioli. Il progetto di Niccolò Garbati per Max Marmi Carrara prevede da 1 a 4 spot con funzionamento a induzione, identificabili tramite la superficie marmorea grazie a un LED di colore bianco, che trasformano la seduta in un caricatore universale wireless per smartphone e un sistema di accensione delle luci al solo contatto. Non banali, infine, ma sicuramente da approfondire nella loro reale sostenibilità, alcuni messaggi provenienti da produttori impegnati nel rivestire speaker, hub, caricatori, elettrodomestici in generale con pietre e marmi. Per quanto la graduale sostituzione della plastica sia un tema attualissimo, l’obsolescenza tecnologica potrebbe non giustificare operazioni di questo tipo, impegnando comunque preziose risorse naturali per coverizzare beni destinati ad una vita troppo breve.

 

Immagine di copertina: “The innovation of products through the innovative process” all’interno dell’Area Forum, Italian Stone Theatre,  Marmomac 2019

 

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