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Finlandia: tra natura e responsabilità sociale

Finlandia. Tra natura e responsabilità sociale

Il padiglione di JKMM Architects sulla scia di Alvar Aalto, per un paese che si prefigge zero emissioni entro il 2035

 

Published 1 dicembre 2021 – © riproduzione riservata

L’indissolubile rapporto con la natura è al centro del padiglione finlandese. Nella memoria collettiva le immagini di boschi e laghi riflettono prodotti e architetture iconiche dei grandi maestri. Il padiglione ci ricorda in modo intelligente la storia del Paese, in termini architettonici, ispirandosi a quello di New York nel 1937. Oggi avremmo probabilmente considerato Alvar Aalto un attivista dell’ambiente quando, ispirato dalla natura e dai suoi materiali, realizzava progetti semplici ma al contempo sperimentali, facendo attenzione alla topografia e alle risorse del territorio.

Gli architetti di JKMM si promuovono da sempre come discepoli di Aalto, utilizzando sapientemente un materiale naturale da lui ampliamente esplorato: il legno (tra i vari progetti spicca la chiesa di Viikki, che combina tradizioni locali e architettura moderna con sistemi di produzione industriali, minimizzando l’impatto ambientale). Gli architetti di JKMM, e la Finlandia stessa, considerano l’architettura parte della propria responsabilità sociale, in grado di aumentare la felicità del proprio popolo, attraverso cultura, conoscenza e benessere; l’architettura è intesa come rappresentazione dello stile di vita, delle proprie risorse e della loro gestione.

Il padiglione finlandese, così come ci viene raccontato, è anzitutto un luogo d’incontro, di dialogo tra culture. “Lumi”, il mantello di neve che segna l’inizio dell’inverno, è l’involucro-copertura che racchiude l’area espositiva e la parte centrale in cui incontrarsi, come al centro di una tenda araba. All’interno, il visitatore viene accolto con un messaggio di benvenuto: “Welcome to Future Happiness”.

 

Nell’area “Mobilità”, una narrazione discreta e coerente

I valori, i punti di forza e le innovazioni tecnologiche volte al miglioramento della qualità della vita del Paese sono presentati seguendo una narrazione discreta e coerente. Non a caso, troviamo la Finlandia all’interno dell’area “Mobilità” di Expo 2020: il Governo si prefigge l’obiettivo di diventare un Paese a zero emissioni entro il 2035, un traguardo molto ambizioso che vuole raggiungere tramite trasporti sostenibili, combustibili fossili ed economia circolare, implementata tramite servizi di riciclo, limitazione al consumo di risorse naturali e salvaguardia della biodiversità. Lungo il percorso espositivo si comprende come un aspetto fondamentale del successo del sistema finnico sia proprio la responsabilità sociale, il ruolo che copre ogni singolo individuo, a cui viene chiesta la piena partecipazione attraverso scelte quotidiane che si ripercuotono sulla collettività. Appare subito chiaro quanto siamo lontani da questa realtà e dai loro obiettivi.

Uscendo dalla galleria espositiva si viene guidati verso la parte centrale del padiglione, uno spazio scultoreo che rappresenta le foreste finlandesi tramite superfici iperboliche che si sviluppano in una forma a goccia, dalla quale la luce acquista un ruolo mutevole e iconico. Un luogo suggestivo e spirituale e, se non fosse per la grande affluenza di pubblico, quasi mistico; uno spazio di meditazione dove contemplare gli effetti di luce, come quelli che filtrano tra i rami degli alberi di una foresta. Nel cavedio organico, ottenuto dal rivestimento in listoni lignei, si ritrovano lo studio delle topografie e dei luoghi naturali di Aalto, e la volontà di ottenere condizioni ambientali ottimali ed emozionali, oltre che funzionali. L’atmosfera fa pensare ad un luogo spirituale ibrido, che si allinea alle recenti posizioni del governo emiratino in termini di dialogo interreligioso.

 

La natura finlandese negli Emirati Arabi

JKMM ha voluto portare la natura della Finlandia nel deserto degli Emirati Arabi e l’ha fatto in modo consapevole, preoccupandosi di richiamare i propri principi di sostenibilità e circolarità. La maggior parte dei materiali utilizzati per la realizzazione del padiglione sono infatti stati reperiti in loco, riducendo l’impatto ambientale della realizzazione.

Peccato non aver preso in considerazione l’effetto notturno del cuore del padiglione: una luce fioca delimita l’attacco delle curve pareti al suolo. Poco altro è percepibile dopo il tramonto; solo la parola exit delimitata da un neon verde, con cui la poesia del luogo viene meno.

 

Sharing Future Happiness
Cliente: Business Finland
Completamento: 2021
Area: 1.867 mq
Architetti: JKMM Architects
Costruttore: Expomobilia (Svizzera)
Informazioni: https://jkmm.fi/; https://www.finland-dubaiexpo2020.com/; https://finlandabroad.fi/web/are/en-dubai-expo-2020

 

Autore

  • Emanuela Corti

    Designer, educatrice e ricercatrice. Dopo la laurea magistrale in Furniture & Textile al Politecnico di Milano, ha intrapreso diverse esperienze in Cina e negli Emirati Arabi, dove vive da più di un decennio. Insegna presso la Facoltà di Architettura, Arte e Design dell’Università di Ajman. La sua ricerca si colloca tra la progettazione di prodotto e di moda, con un forte accento sugli aspetti inclusivi e sociali di smart fabrics e wearables. Tra le sue iniziative il progetto Sensewear, una collezione di smart garments che incorporano terapie sensoriali, vincitore di diversi riconoscimenti internazionali e fondi europei