Passeggiate romane. Micro-architetture per l’accessibilità
Interventi recenti, di Alvisi Kirimoto, STARTT e Stefano Boeri, disegnano nuove forme per la fruizione del patrimonio storico
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Published 12 gennaio 2026 – © riproduzione riservata
ROMA. “Al momento di entrare a Roma, salite in calesse e, a seconda che vi sentiate disposti a gustare il bello incolto e terribile o il bello composto e armonioso, fatevi portare al Colosseo o a San Pietro. Non ci arrivereste mai se andaste a piedi per via delle cose curiose in cui ci si imbatte per strada”. Nella Roma di Stendhal, la scoperta delle antichità si configura come una continua avventura tra rovine abbandonate, monumenti decadenti e folklore popolare. Le dodici passeggiate proposte dallo scrittore francese si rivolgono ad agiati gentiluomini capaci di sostare nella Città Eterna, per 5 o 6 settimane, e di disporre del denaro necessario per pagare un cocchiere e per contrattare l’accesso esclusivo ai monumenti.
L’accessibilità democratica al patrimonio storico di Roma, talvolta garantita gratuitamente in occasioni specifiche, è l’esito di un lungo processo di civilizzazione che sembra aver raggiunto il suo compimento. In realtà, non è così per tutti gli individui. Se la contrattazione con un custode appartiene ormai alla Roma di Stendhal, l’accesso a una rovina antica, o a un monumento, resta ancora problematico per le persone con disabilità motorie: una questione urgente che riguarda direttamente la cultura della nostra epoca.
Come ha affermato Sergio Bettini, esperto di interventi di accessibilità sul patrimonio esistente (tema cui ha dedicato con Ubaldo Spina lo Speciale all’interno del quale si colloca questo articolo), “l’eliminazione delle barriere architettoniche agli immobili vincolati è stata a lungo utilizzata come alibi per evitare adeguamenti […] eppure […] un intervento ben risolto non crea soluzioni ‘speciali’ per utenti ‘speciali’, ma genera uno spazio che […] migliora la vita di tutti”. Progettare spazi accessibili per i beni storici non significa dunque limitarsi a fornire risposte tecniche ai problemi di efficienza distributiva ma piuttosto aggiungere qualità architettonica ai luoghi collettivi attraverso innesti contemporanei compatibili, reversibili e distinguibili.
A dieci anni dall’inaugurazione del primo circuito al Foro Romano senza barriere, curato da Maria Grazia Filetici e Tiziana Ceccarini, l’elenco delle promenades romane accessibili a tutti si è progressivamente ampliato con gli interventi per la Domus Aurea (2021), Largo Argentina (2023) e, più recentemente, per la Basilica di Massenzio e il Pantheon (2025). A questi si affiancano le precedenti sistemazioni per l’accessibilità dei Mercati di Traiano (Nemesi Architects, 2004) e del Portico di Ottavia (Studio Strati, 2009).
Se l’area archeologica di Largo Argentina non poteva rientrare tra le tappe suggerite da Stendhal, poiché scoperta solo negli anni Venti del Novecento, la Domus Aurea, la Basilica di Massenzio e il Pantheon sono parte, invece, delle “Promenades dans Rome”; oggi divenute passeggiate archeologiche accessibili a tutte le persone. I tre interventi di sistemazione per l’accessibilità si configurano come micro-architetture innestate tra le tracce della storia: progetti sensibili, capaci di instaurare un dialogo misurato con l’esistente.
Il nuovo accesso alla Domus Aurea (Stefano Boeri Architetti, 2021)
Scoperta alla fine del XV secolo e divenuta celebre per le grottesche, la Domus neroniana è un sito ipogeo inserito nel Parco Archeologico del Colosseo. Il progetto per l’accessibilità di Stefano Boeri Architetti si configura come un percorso narrativo articolato in tre tappe (il Vestibolo, la Via Lattea e l’Approdo) che permette il collegamento tra il parco del Colle Oppio e l’antico piano di calpestio della Sala Ottagona, collocato a circa 6 metri al di sotto della quota di ingresso dal parco.
Varcato il nuovo serramento d’ingresso, il visitatore è accolto da un pavimento neutro che esalta i paramenti murari e il banco di accoglienza in lamiera d’acciaio nera e bronzo spazzolato, i nuovi materiali che caratterizzano tutto l’intervento. Dal Vestibolo una vetrata permette l’affaccio sulla Via Lattea: la nuova passerella è innestata tra le viscere delle antichità, che restituiscono differenti tessiture murarie, e i resti di una vecchia cisterna.
La luce artificiale è infine la materia intangibile che accompagna la discesa verso la Sala Ottagona (l’Approdo) trasformando la struttura metallica (costituita da profili HEB autoportanti) in una promenade eterea che culmina in un pannello verticale neutro con duplice funzione: nascondere la piattaforma elevatrice dalla Sala e fungere da supporto per le proiezioni immersive. L’intervento di Boeri Architetti è ora parte del nuovo circuito di visita della Domus inaugurato nel dicembre 2024.
Il Palco della Basilica di Massenzio (Alvisi Kirimoto + Partners, 2025)


“Procedendo alcuni passi verso il Colosseo, il viaggiatore è colpito dalla vista di tre volte in mattoni situate a notevole altezza […] sono un resto della basilica eretta da Massenzio”. Provenendo dall’Anfiteatro Flavio e percorrendo via dei Fori imperiali, si conserva ancora la stessa visione delle passeggiate di Stendhal; un contesto sublime, “bello – e – incolto”. Con un progetto misurato e sensibile, lo studio Alvisi Kirimoto si inserisce tra le rovine della Basilica attraverso l’introduzione di un palco multifunzionale, il rinnovo della pavimentazione e l’installazione di due totem informativi (opere finanziate dal Ministero della Cultura – Parco archeologico del Colosseo).
Il disegno del palcoscenico, al di sotto della volta centrale, è il fulcro dell’intervento: un dispositivo architettonico per le performance ma anche un punto di vista privilegiato e accessibile a tutti rivolto verso gli Horti Farnesiani. La micro-architettura del palco è contraddistinta da una superficie modulare in compensato di betulla che si infittisce verso il centro e poggia su una piattaforma in griglia Keller sostenuta da profili in acciaio. L’accessibilità al palco è garantita da quattro gradinate e da una rampa sul lato est che, insieme alla pavimentazione in terra naturale e calce dal quale affiora il nuovo palco, assicura a tutti la nuova fruibilità del monumento.
Il recupero degli spazi annessi alla Rotonda del Pantheon (STARTT, 2025)
Martedì 25 novembre 2025 è stato inaugurato il percorso “Oltre il Pantheon” che ha aperto al pubblico gli ambienti situati dietro la Rotonda finora quasi sconosciuti. Distribuiti su due piani, questi spazi collegavano il Pantheon con la Basilica di Nettuno (I sec a.C.), parzialmente demolita durante il Regno d’Italia con l’obiettivo di isolare l’edificio e trasformarlo nel mausoleo di Vittorio Emanuele II.
L’intervento dello studio STARTT – finanziato dal MiC – si inserisce silenziosamente tra le pieghe della storia con un progetto che affronta l’accessibilità degli spazi, il riordino dell’impiantistica e il restauro delle superfici. L’accesso agli ambienti attigui alla Rotonda avviene dal fossato ovest del monumento attraverso una rampa metallica (color bronzo) che collega l’esterno con la cappella della Basilica Santa Maria ad Martyres. Da qui si raggiunge lo spazio planimetricamente opposto al pronao del Pantheon, ora riorganizzato con una partizione mobile che nasconde il magazzino e ospita, nella porzione superiore, la celebre forma urbis di Rodolfo Lanciani.
Il percorso al piano terra si conclude nei vani successivi dove micro-innesti metallici eliminano le barriere architettoniche e integrano gli impianti. Infine il nuovo ascensore, concepito come un monolito astratto in metallo scuro, si libra tra le superfici in mattoni a tutta altezza garantendo l’accesso al percorso espositivo del piano superiore, quest’ultimo curato da Luca Mercuri (direttore ad interim del Pantheon e Castel Sant’Angelo) secondo due sezioni tematiche: il Pantheon romano e il Pantheon cristiano.
Le micro-architetture per la Domus Aurea, la Basilica di Massenzio e il Pantheon dimostrano come l’accessibilità possa rappresentare un’occasione progettuale unica: non una mera aggiunta del nuovo sull’esistente, ma l’incipit per una nuova narrazione, un modo rinnovato di raccontare le forme della storia e garantire a tutti le proprie “Promenades dans Rome”.
Immagine di copertina: Domus Aurea, intervento di nuova accessibilità, 2021, Stefano Boeri Architetti, Roma (© Paolo Rosselli)
Architetto, PhD in Architettura Teorie e Progetto (DiAP – Sapienza Roma) e ricercatore presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Si è formato tra l’Italia e il Portogallo, è stato professore a contratto di progettazione architettonica presso l’Università di Parma (DIA) e assegnista presso il Dipartimento di Architettura di Roma Tre. Tra i suoi libri, “Intuizioni sulla forma
architettonica. Alessandro Anselmi dopo il GRAU” (2019) e “Dez Obras. Arx Portugal Arquitectos” (2020). É fondatore dello studio Brunelli Ann Minciacchi (Roma – Fano).














