XXI Triennale: architettura, arte e…approssimazione

 

Proseguono le anticipazioni alla XXI edizione dell’Esposizione internazionale, con una perlustrazione delle mostre presso l’HangarBicocca e la Permanente. Parallelamente, continua il nostro racconto per immagini delle edizioni precedenti

 

Architecture as Art

L’influenza tra i diversi campi operativi, tra architetti, designer, artisti, paesaggisti, è diventata consueta ed è visibile nello spazio pubblico, nelle performing art, nella museografia, nelle costruzioni e nel paesaggio. La mostra dedicata ai rapporti tra Arte e Architettura si prefigge di leggere questo “sconfinamento” in modo diverso – per lo meno nella consuetudine delle mostre di architettura -, contando in particolare sulla location dell’HangarBicocca quale ambiente espositivo in grado di suscitare la comprensione dell’architettura come fatto artistico. Evitando di rimediare all’assenza “dell’architettura reale” con surrogati come disegni, testi, foto, modellini o altro, vengono esposti campioni di architettura “al vero” cercando di agevolare la scoperta della loro artisticità peculiare invitando i visitatori al superamento della consueta modalità, meramente pratica, di fruizione dell’architettura. Lo spazio museografico è quello della black room dell’area Shed dell’Hangar, dove opere appositamente realizzate per la mostra sono disposte in una sorta di atlante destinato a illustrare i temi dell’architettura del XXI secolo (nella foto di copertina, uno studio per l’allestimento).

 

Sonia Calzoni: un allestimento in stretto contatto con 14 architetti invitati

sonia calzoniIl rapporto architettura e arte è stato ampiamente indagato (si pensi ad esempio alla grande mostra Arti & Architettura del 2004-2005 a Genova) e lo sconfinamento di queste due discipline è chiaramente leggibile nelle Biennali veneziane degli ultimi anni: qual è l’approccio di questa mostra al tema?

S’intende continuare ad indagare il rapporto tra arte e architettura, ma in questo caso delle parti di architettura vengono prese e mostrate come se fossero opere d’arte; quindi il concetto è differente rispetto a quanto è stato mostrato fino ad oggi. Questa mostra nasce da un lavoro e un percorso, realizzato insieme agli architetti invitati. Sono stati chiamati 14 architetti internazionali a prelevare parti delle loro architetture – e di conseguenza anche del loro pensiero – e ad esporle, suggerendo però alcuni temi propri dell’architettura che sono quelli dell’interno, dell’esterno, della domesticità, del portico, del padiglione…

 

Che cosa significa guardare l’architettura con uno sguardo diverso?

Usare lo spazio dell’Hangar per mostrare l’architettura diversamente da come viene solitamente interpretata. Anche l’allestimento va in questa direzione, nel senso che non usa delle “impalcature” per mostrare l’architettura stessa, ma i progetti sono inseriti come se fossero delle opere d’arte quindi senza l’ausilio di altri allestimenti, all’interno di un percorso libero.

 

Che cosa si troverà di fronte il visitatore?

14 opere, alcune all’interno dello spazio HangarBicocca, in una black room nella quale le opere sono illuminate puntualmente e altre saranno esposte invece nello spazio esterno. Abbiamo lavorato con i progettisti per trovare il modo migliore di esporre all’interno e all’esterno le opere in rapporto con l’Hangar.

 

Prevale l’arte o l’architettura?

Prevarrà l’architettura. Sarà uno spettacolo di architettura.

 

Come avete scelto gli architetti ospiti?

Invitando una serie di studi che, rispetto al loro percorso, ci sembravano più attinenti al tema e suggerendo loro alcuni aspetti specifici su cui indagare, come ho già detto prima. Le proposte sono state diverse e via via affinate; molti di questi architetti sono arrivati con più di una proposta che poi si sono discusse e costruite insieme.

 

Questa mostra è stata definita un atlante, un’enciclopedia aperta. Vuole ricordare o riprendere i Fondamentals di Rem Koolhaas dell’ultima Biennale di architettura?

No, la mostra usa i temi più universali della disciplina dell’architettura; non presenta singoli elementi come a Venezia.

 

Architetti invitati: Studio Albori, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Studio Mumbai, Lacaton & Vassal, Rural Urban Framework, Carrilho da Graça arquitectos, Josep Llinás Carmona, Rural Studio, El Equipo Mazzanti, Amateur Architecture Studio, nArchitects, Michel Desvigne, Mosbach Paysagistes, Atelier Bow-Wo

 

I manifesti delle 20 Esposizioni internazionali della Triennale; guarda la gallery!

Triennale story: V edizione (1933); guarda la gallery!

Triennale story: VI edizione (1936); guarda la gallery!

Triennale story: VII edizione (1940); guarda la gallery!

Triennale story: VIII edizione (1947); guarda la gallery!

 

 

La logica dell’approssimazione, nell’arte e nella vita

Una rassegna di opere e oggetti che da sempre accompagnano la nostra esistenza quotidiana. Approssimazione, quindi, da intendersi come valore sul quale si fondano i diversi linguaggi espressivi, dalle arti visive al design, architettura, moda, musica, letteratura, fino ad arrivare alla cucina. Dagli anni ’60 ad oggi Gillo Dorfles ha messo al centro della sua ricerca la relazione tra la dimensione estetica da un lato, e l’esistenza reale ed empirica delle “cose” dall’altro, da cui è necessario partire per disegnare il “nuovo”. La mostra sarà un’esperienza multisensoriale, un percorso che metterà al centro, attraverso una serie di opere, la tensione tra la perfezione ideale del pensiero e la necessità di essere nel mondo fisico, con il quale progettiamo il sistema degli oggetti, ovvero la nostra cultura: opere da Piet Mondrian ad alcuni oggetti della vita quotidiana – come la caffettiera – ma anche una partitura inedita di John Cage (foto a fianco). “La logica dell’approssimazione” consente, soprattutto oggi, l’evoluzione degli oggetti quotidiani ma anche i nuovi linguaggi dell’arte. L’imperfezione pone la basi per una futura, progressiva e infinita ricerca della “perfezione”. “Viviamo in mezzo all’approssimazione, diremmo quasi che senza approssimazione la nostra vita diventerebbe impossibile, e ancora maggiormente la nostra arte”; così scriveva Dorfles a margine del famoso convegno, organizzato in Triennale nel 1951, dedicato a “De Divina proporzione”.

 

Per approfondire

 

Architecture as Art (2 aprile – 12 settembre 2016)

Ideazione e direzione: Pierluigi Nicolin

Curatrice: Nina Bassoli

Allestimento: Sonia Calzoni con Patrizia Rossi

Grafica: Daniele Ledda (xycomm)

Catalogo: Nina Bassoli, Gaia Piccarolo

pierluigi nicolinPierluigi Nicolin da sempre svolge l’attività professionale congiuntamente all’attività didattica presso il Politecnico di Milano (dove si è laureato nel 1967) e di ricerca nel campo architettonico. Lo sviluppo di questi interessi è accompagnato da un’intensa attività pubblicistica ed editoriale con la rivista «Lotus International» (che dirige dal 1978) che gli è valsa la Medaglia d’oro dell’architettura italiana – Triennale di Milano nel 2003. Fra le sue numerose pubblicazioni, Notizie sullo stato dell’architettura in Italia (Bollati Boringhieri, Torino 1994); Elementi di architettura (Skira, Milano 1999) e Homeless: a proposito di case, anche (Editoriale Lotus 2010). Negli ultimi anni ha vinto i concorsi per il nuovo Polo giudiziario di Trento (2006) e per il MOdAM – Museo e scuola della moda di Milano (2006) e per “La porta di Milano” (con Sonia Calzoni) presso l’aeroporto di Malpensa, inaugurata nel 2011.

Sonia Calzoni (Milano, 1962) si occupa di progettazione a varie scale: residenza, uffici, spazi commerciali e per l’intrattenimento, architettura del paesaggio e conservazione di edifici storici. Ha svolto presso il Politecnico di Milano, dove si è laureata nel 1987, attività didattica e di ricerca nel campo del restauro architettonico. Nel 2012 ha vinto il 3° Premio nazionale di bioarchitettura – Costruire nel costruito / Recuperare nell’esistente con il progetto di restauro e riuso di un borgo agricolo in Val Tidone (Pc). Ha curato diverse pubblicazioni tra cui una monografia sul tema del recupero dei sottotetti (Galateo in città). Ha svolto attività di redattrice per la rivista Progex, design e architetture espositive. Dal 1988 svolge la libera professione con studio in Milano.

Sede: Pirelli HangarBicocca

Nasce nel 2004 dalla conversione di un vasto stabilimento industriale in uno spazio dedicato alla produzione, esposizione e promozione dell’arte contemporanea, particolarmente aperto alle più diverse discipline artistiche, visive e performative. Per la direzione di Vicente Todolí, ex direttore della Tate Modern di Londra dal 2003 al 2010, tutti gli eventi presentati da Pirelli HangarBicocca si distinguono per la ricerca e qualità sperimentale, con particolare attenzione ai progetti site-specific che si relazionano con le caratteristiche uniche dello spazio ex  industriale, cui si affiancano nuovi servizi a disposizione del pubblico: come i laboratori didattici e giochi creativi per bambini e ragazzi, o lo spazio multifunzionale utilizzato principalmente come sala di consultazione per riviste, libri e cataloghi di settore, fruito anche come sala di proiezione.

La logica dell’approssimazione, nell’arte e nella vita (2 aprile – 12 settembre 2016)

Curatori: Aldo Colonetti e Gillo Dorfles

dorfles colonettiAldo Colonetti è filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura. Dal 1985 al 2012 è stato direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Design (IED) e dal 1991 al 2014 direttore della rivista “Ottagono”. Nel 2001 ha ricevuto il titolo di Member of the Order of the British Empire dalla regina Elisabetta. Autore di saggi, ha curato mostre in Italia e all’estero. Collabora con “il Corriere della Sera”.

Angelo Dorfles, detto Gillo (Trieste, 1910), critico d’arte, pittore, filosofo e scrittore, è stato professore di estetica nelle Università di Trieste, Milano e Cagliari (con Bruno Munari, Atanasio Soldati, Galliano Mazzon e Gianni Monnet). Nel 1948 è stato tra i fondatori del Movimento Arte Concreta (MAC) e nel 1956 ha dato il proprio contributo alla costituzione dell’ADI (Associazione per il Disegno Industriale). Considerevole è stato il suo contributo allo sviluppo dell’estetica italiana dal dopoguerra fino ai nostri giorni, ricca la sua bibliografia. Nelle sue indagini critiche sull’arte contemporanea Dorfles si è sovente soffermato ad analizzare l’aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e culturali, facendo ricorso anche agli strumenti della linguistica. È autore di numerose monografie su artisti di varie epoche, ha inoltre pubblicato due volumi dedicati all’architettura e un famoso saggio sul disegno industriale.

Allestimento: Riccardo Blumer

Grafica: Giulia Dolci

Sede: Palazzo della Permanente

La Permanente nasce nel 1883 dalla fusione di due precedenti società, la Società per le Belle Arti e la Società per l’Esposizione Permanente di Belle Arti in Milano. Storica istituzione nel panorama artistico milanese e italiano, l’Ente ha tuttora sede nel Palazzo progettato in stile neoclassico dall’architetto Luca Beltrami con l’intento specifico di ospitare esposizioni d’arte. Da oltre un secolo la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente svolge, infatti, attività di promozione e diffusione culturale, organizzando e realizzando mostre monografiche e tematiche e rassegne storiche, anche in collaborazione con musei, enti ed istituzioni nazionali ed esteri. Uno straordinario patrimonio artistico e archivistico, costituito da un’ampia raccolta di opere dell’ultimo Ottocento e del Novecento e da una vasta biblioteca specializzata, ne documenta la storia dalla fondazione fino a oggi.

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