Progettare l’acqua

Progettare l’acqua

In dialogo con Mattia Gandini, direttore marketing Valsir, su innovazione tecnologica, qualità produttiva e visione sostenibile per edifici e spazi urbani più efficienti, consapevoli e preparati alle sfide contemporanee

 

In un contesto in cui transizione ecologica, gestione efficiente delle risorse idriche e resilienza delle infrastrutture sono diventate priorità centrali per il mondo delle costruzioni, VALSIR rappresenta una delle realtà italiane più attive nell’integrare innovazione tecnologica, qualità produttiva e visione sostenibile. Dallo sviluppo di sistemi per il risparmio idrico alle soluzioni avanzate per il drenaggio sifonico, l’invarianza idraulica e la gestione delle acque meteoriche, l’azienda ha costruito nel tempo un approccio che mette in relazione industria, ricerca, progettazione e territorio.

In questa intervista, Mattia Gandini racconta il percorso di VALSIR, gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’impegno per ridurre l’impatto ambientale lungo il ciclo di vita dei prodotti e la volontà di affiancare tecnici e progettisti nella realizzazione di edifici e spazi urbani più efficienti, consapevoli e preparati alle sfide climatiche contemporanee. Gandini, laureato in Ingegneria Edile nel 2012, per circa 4 anni si è occupato di edilizia principalmente in cantiere, e dal 2016 ha ricoperto vari ruoli in Valsir: dopo Ufficio tecnico e consulenza, entra a far parte della rete commerciale e, acquisita una visione trasversale del sistema azienda, dal 2021 si è dedicato alla Direzione Marketing.

 

Valsir è oggi un punto di riferimento nella transizione verde e blu. Per chi non vi conosce, può dettagliare questi tratti distintivi e le attività principali dell’azienda?

Il percorso di sviluppo sostenibile di Valsir inizia ben prima che questi temi diventassero centrali nel dibattito industriale e mediatico. La nostra azienda nasce nel 1987 in provincia di Brescia, in una valle chiamata Valsabbia, posizionata tra il lago di Garda e il lago d’Idro: il rapporto con il territorio e con la comunità locale è stato fin dall’inizio il fondamento del nostro modo di fare impresa.

Oggi Valsir pubblica con regolarità il proprio Bilancio di Sostenibilità e investe in modo continuativo una quota significativa del fatturato nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nell’efficientamento energetico dei propri stabilimenti. L’azienda ha ottenuto le certificazioni ISO 50001 e ISO 14001 e ha dotato i propri prodotti di certificazioni EPD, strumenti sempre più rilevanti per il mondo della progettazione.

Progettiamo soluzioni con un approccio consapevole lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla produzione allo smaltimento, con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali e favorire una gestione responsabile delle risorse naturali. Questo impegno rappresenta anche un’opportunità per sensibilizzare il mercato e supportare progettisti e clienti nelle scelte sostenibili.

Le nostre cassette di risciacquo sono state tra le prime a introdurre sistemi di regolazione del flusso per il risparmio idrico e il doppio scarico, contribuendo a diffondere una cultura dell’uso responsabile dell’acqua, anche attraverso una gamma ampia e funzionale di placche di comando.

Più recentemente abbiamo sviluppato soluzioni dedicate alla gestione sostenibile delle acque meteoriche in ambito urbano, interpretando il principio di invarianza idraulica attraverso sistemi come Rainplus e Aquanest.

E investiamo anche nell’ambito della gestione del comfort abitativo: abbiamo investito moltissimo nello sviluppo di una gamma completa di soluzioni per la gestione della qualità dell’aria negli edifici sia residenziali che commerciali: la nostra Ventilazione Meccanica Controllata è composta dalle unità Ariosa e dal sistema di distribuzione AriaSilent.

Ogni soluzione proposta da Valsir è totalmente sviluppata e prodotta in Italia.

 

In che modo investite in ricerca e sviluppo per migliorare la flessibilità e le performance dei vostri sistemi? Come si attivano le collaborazioni con VALSIR in edilizia, nelle infrastrutture stradali e in generale nella riqualificazione di spazi urbani?

Rainplus, il nostro sistema per il drenaggio sifonico delle acque piovane dalle coperture, nasce non solo per risolvere una criticità rilevante nella progettazione di edifici civili e industriali, ma con una visione più ampia: quella della raccolta e del riutilizzo della pioggia. Quando ci dedichiamo alla formazione dei professionisti o ci confrontiamo con i tecnici che lavorano con noi, affrontiamo sempre questi due obiettivi in modo integrato: gestione efficace delle precipitazioni e valorizzazione della risorsa acqua.

Lo stesso approccio ha guidato lo sviluppo del modulo Aquanest. Abbiamo analizzato in profondità i temi del ciclo idrico e dell’invarianza idraulica per offrire una soluzione capace di adattarsi a diversi scenari progettuali: dalla laminazione delle portate per ridurre il rischio di allagamenti e regolare il deflusso verso la rete fognaria, allo stoccaggio dell’acqua per il successivo riutilizzo, fino alla realizzazione di bacini disperdenti che rispettano la naturale permeabilità del suolo.

Il rapporto con ingegneri e architetti è per noi quotidiano e rappresenta una parte integrante del processo di sviluppo dei sistemi. A supporto dei progettisti mettiamo a disposizione una rete capillare di Consulenti Tecnici, Area Manager e partner sul territorio nazionale, in grado di affiancarli in ogni fase: dalla scelta della soluzione fino alla definizione del progetto esecutivo.

Il nostro know-how si fonda su quasi quarant’anni di esperienza nel settore, ma si arricchisce costantemente grazie alle collaborazioni con università ed enti di ricerca, con cui il nostro dipartimento Ricerca e Sviluppo mantiene un dialogo continuo e costante.

 

La sostenibilità è sempre più centrale nel settore delle costruzioni e degli impianti. Quali sono le principali soluzioni che avete sviluppato per ridurre l’impatto ambientale lungo il ciclo di vita dei vostri sistemi?

Abbiamo già accennato alla razionalizzazione dei nostri cicli produttivi, che sono alimentati in larga parte da energia da fonti rinnovabili, utilizzano materie prime selezionate e generano una quantità sempre più ridotta di scarti, reinseriti quando possibile in nuovi cicli di lavorazione. Un elemento centrale del nostro impegno è però l’adozione progressiva delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) per le diverse soluzioni del nostro catalogo.

Questi documenti (EPD è l’acronimo di Environmental Product Declarations) sono strumenti standardizzati che descrivono in modo trasparente e verificato gli impatti ambientali dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita. Si basano sulla metodologia Life Cycle Assessment (LCA), che analizza tutte le fasi: dall’estrazione delle materie prime alla produzione, dal trasporto all’utilizzo, fino alla gestione del fine vita. I risultati vengono espressi attraverso indicatori quantitativi, come le emissioni di CO₂, il consumo di energia e di acqua e la produzione di rifiuti.

Le dichiarazioni seguono regole specifiche, chiamate Product Category Rules (PCR), che garantiscono la confrontabilità tra prodotti della stessa categoria e assicurano la coerenza dei dati. Inoltre, ogni EPD è verificato da un ente indipendente, a garanzia della sua affidabilità.

È importante sottolineare che gli EPD non rappresentano un marchio “green”, ma strumenti di trasparenza. Forniscono dati oggettivi e verificabili che supportano progettisti e committenti nelle scelte consapevoli e contribuiscono al raggiungimento dei requisiti richiesti dai protocolli di sostenibilità e dagli appalti pubblici.

 

Il tema della gestione efficiente dell’acqua è strettamente legato anche alla resilienza delle infrastrutture. Come stanno evolvendo le esigenze del mercato e in che modo Valsir risponde a queste sfide?

In Italia, il mondo della progettazione fa ancora riferimento alle CPP (Curve di Possibilità Pluviometriche), utilizzate per dimensionare reti di drenaggio, fognature e opere idrauliche, che nella maggior parte dei casi si basano su dati degli anni ’90. Nel frattempo, il nostro Paese è diventato uno dei più esposti ai nuovi scenari climatici: negli ultimi due decenni, gli eventi meteorologici sono cambiati rapidamente, mentre l’uso del suolo è rimasto spesso ancorato a logiche ormai superate. Per questo è fondamentale aggiornare subito le competenze dei professionisti e creare un bagaglio tecnico condiviso, supportato da soluzioni progettuali adeguate a rispondere a esigenze concrete e attuali.

Sistemi come Rainplus e Aquanest combinano il rispetto delle normative di riferimento, come la UNI EN 752 per le reti di drenaggio e la UNI EN 16933 sui SUDS, con le indicazioni dei principali strumenti legislativi nazionali, tra cui il Codice Appalti e i decreti CAM. Al tempo stesso, queste soluzioni si basano sull’esperienza maturata confrontandoci quotidianamente con il mercato internazionale, apprendendo da un ampio ventaglio di scenari operativi.

Il nostro obiettivo rimane quello di mettere a disposizione dei professionisti questo patrimonio di conoscenze, per supportarli nella progettazione di infrastrutture resilienti ed efficienti.

 

Guardando al futuro, quali sono le principali direttrici di sviluppo per Valsir nel campo dei sistemi idrici e di drenaggio? Continuerete ad investire in sistemi avanzati per la gestione delle acque meteoriche?

Le nostre direttrici di sviluppo guardano oltre la gestione sostenibile delle acque meteoriche e del ciclo idrico. Tra le novità più recenti c’è il modulo galleggiante Birdie, una soluzione progettata per proteggere bacini idrici, vasche di stoccaggio e invasi dall’evaporazione e dalla contaminazione causata da alghe e altri agenti organici.

Birdie è costituito da moduli leggeri in HDPE riciclato e stabilizzato ai raggi UV, stabili e resistenti anche a condizioni atmosferiche estreme, e si distribuisce automaticamente sulla superficie dell’acqua coprendola fino al 99 %, riducendo significativamente l’evaporazione e la proliferazione di alghe. La posa è semplice e non richiede attrezzature speciali, e il sistema può essere installato su bacini pieni o vuoti senza interferire con l’accesso all’acqua.

Anche questa innovazione nasce dalla nostra attenzione all’uso razionale delle risorse e dal desiderio di associare il brand Valsir ai temi della sostenibilità, della gestione responsabile del territorio e della progettazione urbanistica moderna.

 

Per concludere. Visioni e consigli di Valsr per la nostra rete di tecnici e gli architetti.

Oggi ogni professionista ha la necessità e il dovere di aggiornarsi costantemente. Il bagaglio tecnico delle nostre professioni è sempre più ampio e complesso, e molti dei temi di cui ci occupiamo quotidianamente sono ormai parte del dibattito pubblico. Essere preparati significa confrontarsi con esigenze concrete e adottare una visione multidisciplinare della progettazione.

Per questo motivo, l’investimento nella formazione dei professionisti del settore rappresenta una priorità per Valsir. La nostra rete di Area Manager e Consulenti Tecnici è sempre a disposizione dei partner su tutto il territorio nazionale, affiancando i professionisti in ogni fase del progetto. Le strutture dedicate, come la Valsir Academy o lo showroom da 1.600 mq completamente attrezzati, permettono di rispondere a qualsiasi requisito formativo, dall’invarianza idraulica fino agli aspetti impiantistici legati a strumenti normativi di rilevanza attuale, come la nostra VMC composta dalle unità Ariosa e dal sistema di distribuzione AriaSilent perfette per alcune casistiche del Conto Termico 3.0.

Siamo da sempre pronti a mettere a disposizione di tecnici e architetti tutti gli strumenti necessari per progettare con efficienza, sicurezza e sostenibilità.

 

Autore

  • Ubaldo Spina

    Ricercatore, Industrial Designer e BDM presso CETMA (www.cetma.it), si occupa di design research e servizi di design e innovation management. Consulente di startup, PMI e Grandi Imprese, con focus sulla gestione dei processi di sviluppo di nuovi prodotti e fornitura di servizi avanzati di progettazione concettuale e strategica, ingegneria, prototipazione e protezione IP. Esperto europeo nella ricerca di "Tecnologie emergenti per il design" e membro dello Steering Board del progetto WORTH, il più grande incubatore europeo finanziato all’interno del programma COSME per la creazione e il supporto di collaborazioni transnazionali tra designer, PMI e technology provider, è membro della Commissione "Ricerca per l'impresa" dell'ADI - Associazione per il Disegno Industriale. Per conto del Joint Research Center della Commissione Europea, ha co-curato il rapporto "Innovation Ecosystems in the Creative Sector: The Case of Additive Manufacturing and Advanced Materials for Design". Il suo gruppo di lavoro ha ricevuto diverse segnalazioni ADI Design Index, due Menzioni d'Onore e il Compasso d'Oro ADI per il veicolo a guida autonoma OMNIAGV. Docente nell'ambito delle attività didattiche magistrali della “24ORE Business School, coordina la pagina Design de “Il Giornale dell'Architettura” e le rubriche giornalistiche “SOS Design” (Design for Emergencies), “Design&Startup” e “Professione Designer”.

    Visualizza tutti gli articoli