Giappone

Di Emanuele Piccardo  •  Mag 25, 2018 at 9:15am  •  I padiglioni nazionali 2018

Giappone

“Architectural Ethnography: Portraits on Livelihood”: una partecipazione sottotono

 

È il tema dell’etnografia architettonica quello sviluppato dai curatori Momoyo Kajima, Laurent Stadler e Yu Iseki. I visitatori sono invitati a compiere, immersi in un atto zen, dieci azioni: scegliere un disegno, immergersi nella forma del disegno, mettere in scena la vita con l’architettura, osservare le linee e gli spessori del disegno, guardare il disegno nel dettaglio ma allontanarsi per vederlo nel suo insieme, e ancora chiedere una scala per vedere meglio i disegni collocati in alto, condividere le opinioni con gli altri visitatori e poi nel piano terra del padiglione viene data la possibilità, nel mercato degli Yata, di disegnare ed esprimersi liberamente.

Un’esperienza che coinvolge la percezione delle architetture in relazione a se stessi, interpretando una visione intima dello spazio costruito, una sorta di relazione 1:1 che enfatizza il carattere della scoperta, anche attraverso l’uso di lenti di ingrandimento per vedere meglio i disegni. Queste modalità, che sono fortemente ancorate alla visione giapponese della vita, con un tempo per entrare dentro le cose, determinano un’eccessiva sintesi, in cui l’elemento di interesse è, ancora una volta, il processo. Ma il legame con il tema generale della Biennale appare sbiadito e sottotono rispetto ad altre edizioni.

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