Marmomac 2019, all’Italian Stone Theatre va in scena Naturality

Giardini litici, format consolidati e quinte vegetali: ecco le anticipazioni delle 4 mostre allestite all’interno del Padiglione Italian Stone Theatre

 

“Naturality”. Sarà questo il tema e l’approccio della 54° edizione di Marmomac (in calendario a VeronaFiere dal 25 al 28 settembre), con lo scopo di narrare l’aspetto più autentico, la purezza e la geodiversità della materia lapidea. A meglio contestualizzarlo, ancora una volta, sarà lo spazio del padiglione 1, The Italian Stone Theatre, dove le 4 mostre (Lithic Garden, a cura di Vincenzo Pavan; Natural Thingse Percorsi d’Arte, entrambe a cura di Raffaello Galiotto; Brand & Stone a cura di Giorgio Canale su Concept di Danilo di Michele) dialogheranno con un allestimento ad hoc. Se per la scorsa edizione, dal tema “Acqua e Pietra”, la quasi totalità della superficie del padiglione era stata ricoperta d’acqua con percorsi su passerelle e un suggestivo gioco di rifrazioni, quest’anno il visitatore dovrà varcare una vera e propria quinta vegetale. «Volevamo un contesto allestitivo che favorisse la comprensione di “Naturality” senza scadere in una declinazione troppo realistica e fuorviante, in cui la pietra rimanesse al centro dell’attenzione», ci anticipa Galiotto, che con Pavan è il curatore di Italian Stone Theatre. «Abbiamo così scelto la via allusiva che utilizza elementi vegetali di verde naturale come filtro di accesso del pubblico ma che poi si declina con forme stilizzate dalle tonalità cromatiche sui toni del verde e del bruno del bosco».

Questa edizione punta all’unicità della materia lapidea in un mercato sempre più popolato da prodotti che ne imitano sinteticamente le caratteristiche. Come ovviare a questa concorrenzialità e quali azioni si stanno intraprendendo per promuovere l’utilizzo della pietra naturale e la sua unicità nella cultura del progetto?

«La concorrenzialità è un aspetto positivo-prosegue Galiotto- utile per calmierare i prezzi e spingere le aziende a sviluppare prodotti migliori. L’imitazione dei materiali pregiati è una prassi antica, dai metalli placcati in oro ai dipinti murali che riproducono i marmi con grande maestria imitativa. Oggi però abbiamo raggiunto un livello di imitazione molto elevato, visivo, tattile e pure olfattivo e tra poco addirittura virtuale che ci induce a non distinguere più il vero dal falso. L’ambiente abitativo diventa così una messa in scena dove, in modo paradossale, ai materiali naturali è chiesta l’uniformità cromatica tipica dei materiali artificiali e agli artificiali la non uniformità tipica dei materiali naturali. A mio avviso il nostro sguardo non dovrebbe fermarsi alla superficialità del semplice colpo d’occhio bensì ritrovare la profondità, lo spessore simbolico e valoriale che le materie naturali possiedono. La comunicazione e la divulgazione dell’unicità e geodiversità della pietra naturale, soprattutto nella cultura del progetto, sono un dovere per chi se ne occupa e apprendo favorevolmente che recentemente alcune aziende del settore si sono aggregate per intraprendere azioni mirate a questo scopo».

In mostra, a ribadire i concetti chiave di unicità e geodiversità saranno soprattutto Lithic Garden (dove il curatore Pavan ha pensato per l’allestimento ad un vero e proprio Hortus conclusus con sedute e pareti che s’intersecano o dialogano con l’elemento vegetale: 5 spazi per altrettanti progettisti di fama tra cui figurano Vincenzo Latina, Cino Zucchi, Marco Piva) e Natural Things in cui lo stesso Galiotto ha chiamato 8 designer di fama per altrettante installazioni all’interno di uno spazio cilindrico. Al centro di uno di questi Serena Confalonieri proporrà una fontana attorniata da totem, posizionati a semicerchio (in cui si alternano varie funzioni: sedute, tavoli, vasi, sculture, tutti per l’outdoor) mentre Andrea Morgante, nello spazio a lui dedicato, collocherà sedute recuperate da un unico blocco di marmo Calacatta.

Tornano inoltre per il secondo anno consecutivo le altre due esposizioni temporanee Brand & Stone e Percorsi d’Arte, novità della scorsa edizione. Nella prima il prodotto lapideo lavorato tridimensionalmente vede la collaborazione di celebri brand come Antonio Lupi, Aston Martin, Tonino Lamborghini Casa per la produzione e l’inserimento nel mercato di alta gamma di nuove creazioni, sia per l’interno che per l’outdoor. Nella seconda il contributo di macchine a controllo numerico si estende all’ambito artistico nelle creazioni floreali di Jon Isherwood e nelle sperimentazioni degli altri invitati a partecipare tra cui Nicolas Bertoux e Sylvestre Gauvrit.

 

 

Autori vs Aziende: chi sta con chi

NATURAL THINGS

Marco Acerbis/ Margraf

Serena Confalonieri/ Bianco Cave

Draw/ Nikolaus Bagnara

Andrea Morgante, Vincenzo Minenna / Marmi Strada

Lorenzo Palmeri / Vicentina Marmi, Donatoni Macchine

Valeria Eva Rossi/ Gmm, Gruppo Tosco Marmi

Studiopepe/ Antolini

Dustin White, Maurizio Barberio / Gruppo Tosco Marmi

 

LITHIC GARDEN

Zaha Hadid Architects CoDe & Giuseppe Fallacara / Pi.Mar

Vincenzo Latina / Pizzul Marmi Aurisina & Zenith C

Marco Piva / Lavagnoli Marmi, Pellegrini Meccanica

Setsu & Shinobu Ito / Errebi Marmi

CZA Cino Zucchi Architetti con Stefano Goffi / Franchi Umberto Marmi

 

PERCORSI D’ARTE

Nicolas Bertoux/ Cms 

Raffaello Galiotto/ Emmedue, Essegra International, Fila Industria Chimica, DDX, Nicolai Diamant

Sylvestre Gauvrit/ Tyrolit Vincent, Massimo Galleni 

Jon Isherwood/ Garfagnana Innovazione

Cynthia Sah / Denver, Taglio

 

BRAND & STONE

Antonio Lupi / Calvi Brambilla/ Lavagnoli Marmi, Prussiani Engineering

Aston Martin / Formitalia Group, Aston Martin Design Studio / Testi Group

Baxter / Stefano Guidotti, Vincenzo Colecchia/ Odone Angelo

Gandia Blasco / Daniel Germani/ Grassi Pietre

Gervasoni / Paola Navone/Petris, Stonethica

Horm / StH – Homage to Toyo Ito/ Map Slate

Tonino Lamborghini Casa / Formitalia Group, Formitalia Design Studio/ Silvestri Marmi 

            in collaboration with Tenax 

 

Autore

Si laurea nel 2002 in Lettere Moderne (indirizzo storico-artistico) all’Università degli Studi di Trieste con una tesi di ricerca in Storia Medievale. Dopo un master in Art and Culture Management al Mart di Rovereto e uno stage presso “Il Giornale dell’Arte” (Società Editrice Umberto Allemandi & C, Torino) alterna didattica e collaborazioni editoriali ad attività di comunicazione e ufficio stampa. Attualmente svolge attività giornalistica occupandosi di temi artistico-culturali. Dal 2008, a seguito di un’esperienza in redazione, collabora con "Il Giornale dell'Architettura" per il quale segue fiere di settore e format speciali. Nel 2016, in occasione della 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, ha ideato e gestito il progetto “Speciale Biennale Live”. È corrispondente de "Il Giornale dell’Arte” e curatore del supplemento “Vedere a Venezia”

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